Metal Lore

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Yamaha: Il Battito Chirurgico del Rock, dal Dominio degli Shredder alla Perfezione Moderna

Ehi, ragazzi! Sentite qui, perché stiamo parlando di roba seria, di quella precisione che ti fa venire voglia di suonare scale a 160 bpm appena apri la custodia! Negli anni ’80, mentre tutti cercavano di capire come non far esplodere i propri amplificatori, Yamaha stava letteralmente riscrivendo il DNA della chitarra elettrica. Non erano solo “alternative” ai soliti nomi noti, erano delle macchine da guerra della perfezione giapponese. Se guardate le serie SE o le RGX, e soprattutto quelle astronavi delle Pacifica 1412 e 1421, c’era una cura del dettaglio che definirei maniacale, quasi spaventosa!


E vogliamo parlare del ponte Rockin’ Magic II? Oh, cavolo! Era un vero capolavoro di ingegneria. Molti lo preferivano al Floyd Rose originale perché era così fluido ed ergonomico che la tua mano destra poteva volare senza mai inciampare nel metallo. Era stabilità pura, un sogno per chiunque volesse fare dello shredding una ragione di vita.


La lista di mostri sacri che hanno imbracciato una Yamaha è talmente lunga che potremmo star qui a parlarne fino al prossimo anno! Pensate a Rik Emmett dei Triumph, un vero esteta del tono, o a quel genio di Ty Tabor dei King’s X, che ha tirato fuori suoni alieni dalle sue chitarre per una vita intera. E poi c’è Billy Sheehan: ok, lui distrugge i bassi, ma la sua collaborazione con il brand ha alzato l’asticella per tutti noi. Abbiamo visto giganti del calibro di Adrian Vandenberg prima che diventasse un pilastro dei Whitesnake, il mitico Vivian Campbell nei Def Leppard e quel fenomeno di Blues Saraceno. Tutti cercavano quella “chirurgia sonora” che solo Yamaha sapeva dare.


La cosa pazzesca è che questa dedizione non è rimasta bloccata nell’era delle lacche per capelli e delle spalline imbottite. No, sono andati avanti! Oggi, con le nuove Pacifica Professional e Standard Plus, hanno fuso la liuteria di altissimo livello con tecnologie futuristiche, come il design acustico assistito e i pickup nati dalla collaborazione con Rupert Neve Designs. È incredibile come riescano a mantenere quel feeling da “strumento definitivo” dopo tutti questi anni, confermandosi il porto sicuro per chi cerca una perfezione tecnica che non dimentica mai di avere un’anima rock da urlo!



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