Ehilà! Prendi una chitarra, attacca il distorsore e preparati a correre sulla tastiera perché stiamo parlando di un vero mostro sacro del 1983. Se pensi che il Pomp Rock sia solo roba per chi ama le tastiere vaporose, allora non hai mai sentito i Grand Prix in questo disco!
Samurai è quel tipo di album che ti fa venire voglia di studiare ogni singola armonizzazione. Robin McAuley alla voce è semplicemente fuori scala; ha quella precisione chirurgica e quella potenza che ti incollano al muro, prendendo il posto di Bernie Shaw senza far rimpiangere assolutamente nulla. È un mix pazzesco tra melodie giganti, quasi barocche, e un Hard Rock solido che non perde mai il groove.
Pezzi come “Give What Is Mine” o “50/50” sono manuali aperti su come scrivere una canzone: ci trovi dentro un songwriting che alterna momenti di pura epicità a sprazzi di energia pura, tutto condito da cori che sembrano registrati in una cattedrale. Per anni è stato difficile trovarne una copia che non suonasse come se fosse stata registrata dentro un tostapane, ma per fortuna la Rock Candy Records ha fatto un lavoro di restauro incredibile, rendendo giustizia a ogni singola nota e a quegli arrangiamenti di tastiera così raffinati. Se cerchi quel sound anni ’80 che non è solo “cotonatura e lacca” ma sostanza musicale ai massimi livelli, questo è il gioiello che devi assolutamente inserire nella tua playlist. È tecnico, è melodico, è… semplicemente grandioso!

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