Oh man, dobbiamo assolutamente parlare del debutto delle Vixen! Correva l’agosto del 1988 e, lasciatemelo dire, questo non è solo un disco glam metal: è un vero e proprio masterclass di hard rock melodico!
All’epoca tutti le chiamavano ‘le Bon Jovi al femminile’, ma queste ragazze avevano un’identità pazzesca. Hanno preso la scena di L.A., dominata dai maschietti con i capelli cotonati, e hanno detto: ‘Spostatevi, ora vi facciamo vedere noi come si scrive una hit!’.
Jan Kuehnemund: Una Vera Guitar Hero
Ragazzi, dobbiamo fermarci un secondo e rendere omaggio a Jan Kuehnemund. Il suo gusto per la chitarra era incredibile! I suoi soli non erano mai messi lì per caso; avevano una struttura, un senso melodico pazzesco, ma con quel tocco tecnico che ti faceva dire: ‘Wow, questa ragazza sa davvero come far correre le dita!’. Aveva un tono brillante, perfetto per tagliare il mix di quegli inni da stadio. È stata una vera ispirazione per chiunque cercasse il perfetto equilibrio tra tecnica e feeling.
La Formula Magica: Gancio e Potenza
L’album è un equilibrio perfetto. Avete da una parte dei pezzi incredibili scritti con Richard Marx (sì, quel Richard Marx!), come la super hit ‘Edge of a Broken Heart’, che ha un ritornello che ti si pianta in testa e non se ne va più. E dall’altra parte, avete la sezione ritmica di Roxy Petrucci e Share Pedersen che spinge come un treno!
- Janet Gardner: Che voce! È graffiante, ha quella sabbia rock che serve per mordere il riff, ma sa essere dolcissima nelle power ballad. È il tipo di voce che rende ogni pezzo ‘radio-friendly’ senza perdere un briciolo di attitudine rock.
- La Produzione: Tutto suona enorme! È quel suono tipico del 1988: riverberi spaziali, batterie che sembrano cannonate e cori che sembrano cantati da un intero stadio.
Perché è una Pietra Miliare?
Perché le Vixen hanno dimostrato che non contava il genere, contava il talento. Hanno preso la melodia pop, l’hanno rivestita di pelle e borchie e ci hanno messo sopra dei soli di chitarra da urlo. Se amate l’hard rock che vi fa venire voglia di guidare con il volume a 11 e il finestrino abbassato, questo disco è la vostra Bibbia!
Jan Kuehnemund ci manca tantissimo, ma il suo playing su questo album rimarrà per sempre una lezione di stile. Rock on!

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