Metal Lore

Questo è il blog dove i riff ruggenti incontrano le parole


Domine: Champion Eternal, Un’Esplosione di Acciaio e Gloria Direttamente dal Cuore del Destino!

Ehilà, gente! Prendete la chitarra, alzate il volume del vostro Marshall e preparatevi a un viaggio nell’acciaio più puro, perché oggi parliamo di un disco che ha la stessa forza d’urto di una plettrata alternata a 200 bpm. Sto parlando di Champion Eternal dei Domine, un album che nel 1997 ha praticamente ridefinito cosa significasse far tremare le montagne restando fedeli alle radici del metal.


Quando metti su questo disco, la prima cosa che ti colpisce non è una produzione super leccata da studio ultramoderno, ma un’energia grezza e primordiale che quasi spaventa. C’è un’oscurità di fondo, un retrogusto quasi doom, che rende tutto incredibilmente solenne. Non è il solito power metal solare e spensierato; qui si respira l’aria pesante di una battaglia imminente. È come se avessero preso il feeling epico degli anni ’80 e lo avessero immerso in un calderone di nebbia e mistero.


E che dire delle chitarre? Enrico Paoli tesse trame che sono dei veri inni alla gloria, con riff che avanzano come un esercito di barbari. Ma la vera ciliegina sulla torta, il vibrato che ti fa venire la pelle d’oca, è la voce di Morby. Ragazzi, quel lupo ha una potenza incredibile! La sua interpretazione è teatrale, eroica, un grido che squarcia il cielo e ti trascina direttamente dentro la saga di Elric di Melniboné. Michael Moorcock sarebbe orgoglioso di sentire le sue storie trasformate in una tale tempesta sonora.


La title track è un capitolo a parte, un pezzo che ogni metallaro italiano dovrebbe conoscere a memoria, proprio come si impara la scala minore armonica per fare i soli neoclassici. È un inno che non accetta compromessi. Anche se il suono non è “perfetto” secondo i canoni moderni, è proprio quella sua imperfezione a renderlo autentico e intramontabile. È un disco seminale, un pilastro che sta lì, solido come una roccia, a ricordarci che l’heavy metal è prima di tutto cuore, epicità e una voglia matta di sognare mondi lontani. Se non lo avete mai ascoltato, fatelo subito: è una lezione di stile che non potete saltare!



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