Ehi rock n’ rollers, prendete le chitarre e allacciate le cinture, perché oggi parliamo del colossale “Slip of the Tongue” dei Whitesnake!
Quando nel 1989 David Coverdale ha chiamato un alieno delle sei corde come Steve Vai per sostituire Vandenberg, sapevamo che gli amplificatori avrebbero preso fuoco.
Questo ottavo album è un’esplosione di Glam Metal, con una produzione così massiccia e patinata che fa suonare ogni power chord come un vero tuono.
Da chitarrista, ascoltare la tecnica assurda e gli armonici pazzeschi di Vai sulla title-track mi fa venire voglia di fare pennata alternata per altre dieci ore!
E Tommy Aldridge non è da meno: pesta sui tamburi come un forsennato, incastrando un groove perfetto in pezzi adrenalinici come “Wings of the Storm”.
In mezzo a queste chitarre fumanti, Coverdale ci mette quella sua voce titanica, regalando melodie spaziali e la bellissima ballad “The Deeper the Love”.
C’è anche una nuova versione super carica di “Fool for Your Loving”, un vero e proprio inno da suonare col volume a undici nelle grandi arene.
I vecchi puristi del blues avranno anche storto il naso davanti a tanta modernità, ma tecnicamente stiamo parlando del Sacro Graal dello shredding anni ’80.
È un disco che ha sbancato le classifiche, portando l’hard rock a un livello di virtuosismo, pirotecnia ed energia semplicemente ineguagliabile.
Quindi, ragazzi, alzate il gain a palla, fate scaldare le valvole e godetevi questa lezione magistrale di tecnica, melodia e fottuto rock and roll!

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