Metal Lore

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La Chitarra, il Fango e la Furia: Il Thrash Agreste dei Vade Aratro

Quando prendo in mano la chitarra, cerco sempre tre cose fondamentali: il groove, la precisione e quell’energia pura che ti fa venire voglia di alzare il volume al massimo. Ma quando ti imbatti in un lavoro come Agreste Celeste dei bolognesi Vade Aratro, ti rendi conto che la musica può prendere una piega completamente inaspettata e meravigliosa. Chi avrebbe mai pensato di poter fondere la furia del thrash metal con le storie di stalla, i canti popolari e la vita dei campi dell’Emilia? È un’idea assolutamente folle sulla carta, ma all’atto pratico funziona in modo incredibile.

Questo doppio vinile da ventidue tracce, pubblicato a fine 2020 grazie allo sforzo congiunto di Andromeda Relix e Lizard Records, è un vero e proprio viaggio concettuale. Dal punto di vista strettamente musicale, c’è un’attitudine stupenda che richiama le origini dell’heavy metal più genuino. Marcello Magoni fa un lavoro eccezionale alla voce, al pianoforte e soprattutto alla sei corde, sfoderando riff aspri, taglienti e pieni di personalità. Insieme alla sezione ritmica granitica guidata dal basso e dalla voce di Federico Negrini e dalla batteria incisiva di Riccardo Balboni, il trio riesce a creare un’impalcatura sonora potente, dove l’aggressività non è mai fine a se stessa ma serve a raccontare una storia.

Ciò che rende questo album memorabile è come le schitarrate più aggressive e sporche di fango si stemperino con una naturalezza disarmante in ballate folk, canti di corte e atmosfere che ricordano le feste di paese di una volta. I testi scavano in un immaginario arcaico e viscerale fatto di grano, insetti, fieno e leggende rurali, dipingendo la figura di un sole che sa essere contemporaneamente fonte di vita e spietata dannazione. La critica underground ha giustamente celebrato la straordinaria originalità di questo concept, capace di bilanciare dramma, ironia e una devozione totale per la propria terra. Agreste Celeste dimostra che per fare musica autentica e devastante non serve sempre guardare allo spazio o alle solite tematiche oscure, ma basta piantare i piedi nel terreno, alzare il guadagno dell’amplificatore e lasciar parlare le proprie radici.

Reazioni nel fediverso


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