Metal Lore

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Chitarre Incandescenti e Spirito Anni ’80: Vi Spiego Perché “Mach II” Spacca di Brutto!

Ciao a tutti, amici della sei corde e del vero, fiero metallo pesante! Oggi voglio parlarvi di una gemma nascosta che mi ha fatto letteralmente saltare sulla sedia. Direttamente dall’isola della Tasmania arrivano i Road Warrior con il loro micidiale album “Mach II”.
Ragazzi, questo disco del 2020 è un vero e proprio viaggio nei gloriosi anni ottanta! Parliamo di circa trentasei minuti intensi divisi in otto tracce che non lasciano un attimo di tregua.

La produzione è semplicemente fantastica: si presenta pulita e nitida, ma è capace di mantenere quel feeling crudo e aggressivo che ogni metallaro cerca. I riff di chitarra sono pura energia, un incrocio perfetto tra due mondi tradizionali straordinari.
In questo lavoro senti l’impatto del metal americano alla Omen o Jag Panzer miscelarsi a un’epicità pazzesca. È l’unione definitiva tra la potenza d’oltreoceano e lo stile immortale della New Wave of British Heavy Metal. Pezzi devastanti come “Tonight’s The Nightmare” e “Fox Devils Wild” mostrano una maturità incredibile: rispetto al loro debutto, la band ha fatto un salto di qualità enorme nella scrittura dei brani.

La caratteristica migliore in assoluto di questo lavoro è la sua affascinante doppia anima, divisa equamente tra impatto e tecnica.

C’è un’attitudine decisamente dritta, che viaggia veloce senza guardarsi mai indietro. Questa spinta dinamica ricorda molto da vicino il periodo “Point of Entry” dei Judas Priest, il tutto impreziosito da una voce graffiante e selvaggia che evoca lo stile dei metallari belgi Killer.

L’altra faccia della medaglia rivela un’inaspettata complessità. La band inserisce continui cambi di tempo e variazioni di ritmo che spezzano la linearità in modo geniale. Questa flessibilità ritmica richiede un controllo pazzesco delle dinamiche e un plettraggio alternato millimetrico. Come se non bastasse, il cantante adora arricchire le linee con improvvise incursioni nel falsetto, impedendo ai pezzi di suonare prevedibili e mantenendo sempre altissima l’attenzione.

Alla fine, i Road Warrior sono riusciti a sviluppare un sound unico, fresco e super interessante. È il classico album che ti fa venire voglia di imbracciare la chitarra e iniziare a fare headbanging selvaggio in mezzo alla stanza.


Se dovessi dare un voto alla vecchia maniera, come si usava fare sulle storiche riviste di settore, non esiterei un secondo.


VOTO: 8 / 10


Fatevi un grande favore: alzate il gain, premete play e lasciatevi travolgere da “Mach II”!

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Reazioni nel fediverso


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