Metal Lore

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Quando un disco ti fa sentire un principiante: Perpetual Burn di Jason Becker

I dischi solisti, si sa, a volte sono una mossa rischiosa. Ma quando li fai, li devi fare col cuore, con l’anima, con le viscere. E poi ci sono quei rari casi in cui ti ritrovi a registrare qualcosa che ti fa chiedere: “Ma come diavolo ha fatto a tirar fuori una roba del genere?”. Quella sensazione che ti fa dire: “Cavolo, mi devo mettere sotto e studiare, perché questo qui è su un altro pianeta”.

Ecco, “Perpetual Burn” di Jason Becker è una di quelle robe. È di una bellezza che ti fa male. È una fottuta opera d’arte, un dipinto sonoro che ti entra sottopelle e non ti molla più. L’armonia, la qualità, l’eleganza, l’estro… non sono solo parole. Sono la carne, le ossa e lo spirito di questo disco. Non riesco a pensare a un modo migliore per descriverlo. Jason ha preso tutto quello che sapeva fare e l’ha elevato al quadrato, al cubo, all’infinito. Ogni singola nota ha un significato, ogni melodia ti spezza il cuore e ti riempie di gioia contemporaneamente. È come se avesse dipinto la sua anima con le note, una pennellata dopo l’altra.

E poi, ragazzi, parliamo di Atma Anur. Se Jason è il pittore, Atma è l’architetto che ha costruito il palazzo in cui il dipinto è esposto. I suoi pattern di batteria non sono solo un accompagnamento. Non sono solo un sottofondo ritmico. Sono un’altra chitarra, un’altra voce. Sembra che Atma avesse letto nella mente di Jason, che avesse capito ogni singola sfumatura e avesse cucito i suoi pattern addosso alle canzoni con una precisione chirurgica. Li senti, e ti chiedi: “Ma come ha fatto a incastrare tutto così bene?”. Ogni colpo di rullante, ogni fills, ogni colpo di piatto è al posto giusto al momento giusto. È un lavoro magistrale, un’aggiunta essenziale che rende il disco un capolavoro.

Non ci sono trucchi, non c’è una formula segreta. C’è solo genio puro. La bellezza di Jason, l’estro di Jason, l’armonia di Jason, e la precisione chirurgica, la musicalità e la follia di Atma. Questo disco non è solo un album. È una lezione. Una lezione di vita, di musica, di passione.



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