Metal Lore

Questo è il blog dove i riff ruggenti incontrano le parole


SHRED, SWEEP E ACCIAIO: IL CANNONE SONORO DEI JUDAS PRIEST TRAVOLGE ROMA

Lo so, sono un po’ in ritardo sulla tabella di marcia, ma certe scosse elettriche non passano dopo pochi giorni. Dalle mie parti direbbero che l’adrenalina non è ancora scesa, ma qui a Roma l’espressione perfetta è che sono ancora del tutto “sotto botta”! Quando assisti a una Masterclass di puro Heavy Metal con un timing così millimetrico, l’orologio si ferma.

Ad aprire le danze ci hanno pensato i Nevermore. Se devo essere del tutto onesto, non sono mai stati esattamente nei miei standard d’ascolto — sono da sempre molto più legato alla risposta dinamica e alle sonorità dei vecchi Sanctuary — ma la loro performance è stata impeccabile. Hanno piazzato uno show potente, pulito e dal tight-groove pazzesco, raccogliendo i meritati applausi da tutto il pubblico sotto il palco.

Poi, è arrivato il piatto forte. I Judas Priest non sono semplicemente un gruppo: sono una macchina di precisione sonora tarata alla perfezione. Mezzo secolo di carriera e suonano ancora con un’articolazione, un’energia e una presenza scenica che lasciano a bocca aperta. Il loro concerto a Roma è stato una dimostrazione di forza pura: Rob Halford sfoggia un’estensione e una potenza vocale che sfidano le leggi della fisica, mentre la sezione chitarristica snocciola riff affilati come bisturi e assoli fulminei che hanno letteralmente fulminato la Capitale.

Ma la grandezza dei Judas Priest va oltre il palcoscenico: si riflette nel loro profondo spessore umano e nell’impegno civile dimostrato con il fermo e aperto supporto all’Ucraina, schierandosi senza esitazioni dalla parte dei diritti e della libertà. Artisti d’altri tempi, umili nell’animo ma capaci di scrivere pagine indelebili nella storia della musica, continuano a incarnare un ideale di integrità e passione che li rende autentici giganti e icone immortali del rock.

Reazioni nel fediverso


Lascia un commento