Metal Church non è stato solo un album di debutto, è stato un big bang sonoro che ha riscritto le regole del metal anni ’80. Originariamente lanciato dalla piccola, ma chiaramente visionaria, Ground Zero nel 1984 – prima di essere giustamente inghiottito e ripubblicato nel 1985 dalla Elektra Records, a dimostrazione che il vero oro non può stare a lungo nascosto. E parlando di oro…
La copertina! Una Gibson Explorer incastonata a mo’ di croce, che emerge da un caos fumoso e ombroso. Un simbolo potente, che urla: “Siamo qui, pronti a fare casino, ma abbiamo anche un look da paura!” Ti fa pensare: “Ok, entro subito in un negozio di chitarre, compro la prima Explorer che trovo e mi alleno finché le mie dita non sanguinano!”
Ma bando alle ciance visive, andiamo al sodo: la musica.
Un Inizio Potente: Il Riff come Fondamento
Questo album di debutto è un colpo preciso, un pugno dritto allo stomaco del panorama musicale dell’epoca. Non si può ignorare, è come una scarica di adrenalina in vinile. Allacciate le cinture, perché qui i riff sono i pilastri d’acciaio su cui poggia l’intera struttura, il cemento armato che tiene in piedi l’edificio-canzone. E fidatevi, sono costruzioni a prova di bomba!
Stile Musicale: Il Matrimonio tra Velocità e Anima Rock
Quello che rende questo disco un classico immortale è la sua capacità quasi alchemica di fondere due mondi. Da un lato, abbiamo la velocità, la furia e la precisione chirurgica del thrash/speed metal. Quei ritmi ti fanno battere il piede e ti fanno venire voglia di imparare lo string-skipping all’istante. Dall’altro, però, Metal Church mantiene una gloriosa e viscerale anima hard rock, con quel groove e quelle melodie vocali che, ammettiamolo, sono la salsa segreta che distingue una buona band da una leggendaria.
Non è solo velocità per il gusto di fare rumore; è una lezione su come incanalare la tecnica in un’espressione emozionale. Questo è il metal classico nella sua forma più pura, un manuale d’istruzioni per le generazioni future. L’album è una testimonianza di come i riff killer e un songwriting intelligente siano sempre più importanti delle scale suonate a rotta di collo. È semplicemente galvanizzante!

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