Amici musicisti, chitarristi, e appassionati di assoli mozzafiato! Oggi voglio parlarvi di un album che, per me, è una vera e propria pietra miliare, un disco che dimostra cosa succede quando si mettono insieme quattro talenti stratosferici. L’album è “Project: Driver” dei M.A.R.S., uscito nel 1986 per la mitica Shrapnel Records.
Quando si parla di supergruppi, si rischia sempre di rimanere delusi. Ma questo non è il caso. Qui stiamo parlando di una formazione da brividi: Rob Rock alla voce, Tony MacAlpine alla chitarra e alle tastiere, Rudy Sarzo al basso e Tommy Aldridge alla batteria. Quando gente di questo calibro si unisce, non si può che attendersi l’eccellenza.
L’eccellenza, ragazzi, è esattamente ciò che si trova in questo disco. La chitarra di Tony MacAlpine è semplicemente fuori di testa: un mix di tecnica shred, melodia e gusto incredibile che vi farà impazzire. Tommy Aldridge, dal canto suo, non si limita a tenere il tempo; ogni suo colpo è un’esplosione di potenza e groove, che unita al basso massiccio e preciso di Rudy Sarzo crea una base ritmica indistruttibile. E poi c’è Rob Rock. La sua voce è potente, pulita, e si adatta perfettamente a questo sound, trasformando ogni canzone in un inno del metal.
La cosa più incredibile, però, è la storia dietro la band. Sapevate che i M.A.R.S. si sono formati quasi all’ultimo minuto? La band, che all’inizio si chiamava semplicemente Driver, aveva come chitarrista l’incredibile Craig Goldy, che però lasciò il progetto per unirsi a Ronnie James Dio. Rudy Sarzo e Tommy Aldridge si trovarono a reclutare Tony MacAlpine e, in seguito, Rob Rock. L’idea di un supergruppo era nata.
I suoni del disco sono superbi, la produzione è eccellente e permette a ogni strumento di brillare senza sacrificare la potenza complessiva. È un album che vi consiglio caldamente se amate gli assoli stratosferici e la musica di alto livello. Ma come ogni grande progetto, anche questo era destinato a un’unica e brillante fiammata. Dopo questo solo disco, ogni membro ha proseguito per la sua strada. Rob Rock si è unito a Chris Impellitteri, sfornando altri ottimi album. Tony MacAlpine ha continuato la sua brillante carriera solista, mentre Tommy Aldridge si è unito ai Whitesnake e Rudy Sarzo ha proseguito la sua avventura con i Quiet Riot.
In definitiva, se volete una lezione su come suonare, comporre e registrare un disco di metal che rimane attuale a distanza di decenni, “Project: Driver” è quello che fa per voi. La classe di questi musicisti non è acqua, e questo disco ne è la prova.

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