Metal Lore

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Il Metallo Italiano: Il Ritmo del Cuore di Richard Benson


Ragazzi, c’è una cosa che mi fa impazzire: la gente che non capisce un cavolo di chi è stato veramente Richard Benson. In Italia, purtroppo, quando si parla di lui, si pensa solo alle sue esibizioni più bizzarre. Che roba!

Ma andiamo al sodo. Il tipo era un pioniere, e non solo per l’Italia. Era uno che aveva il rock nel sangue e il metal nel cuore. Non era uno che si limitava a suonare; era un divulgatore. E non parlo solo delle sue chitarre, ma della sua mente.

Oltre le Apparenze: Il Cuore del Vero Musicista

Molti pensano che suonare veloce sia tutto. Certo, a volte Richard si faceva prendere la mano e andava un po’ sopra le righe, ma quando si concentrava sul legato e sulle tecniche che padroneggiava davvero, era un mostro. Aveva un modo di fare suo, e la sua voce… unica! Non era un clone di nessuno.

La sua vera forza, però, stava nel diffondere la cultura musicale. Prima di YouTube, prima di Spotify, lui era lì, in TV, con programmi come “Ottava Nota”. Mentre tutti si perdevano tra le solite cose, lui ti sparava fuori nomi di band e chitarristi che nessuno conosceva. Ti dava vere e proprie lezioni di storia del rock, con aneddoti che ti facevano venire la pelle d’oca.

Il Vero Didatta: Parlare di Note, Non di Posizioni

E poi, ragazzi, c’è un’altra cosa pazzesca. Pensate ai video didattici degli anni ’80 e ’90. Tutti che ti dicevano: “Mettete il dito qui, al quinto tasto, terza corda”. E Richard? Lui andava oltre. Parlava di note. Ti diceva “Suona un La”, “Suona un Do diesis”. In un’epoca in cui nessuno lo faceva, lui insegnava il vero linguaggio della musica, non solo la meccanica.

Il Nostro Messaggio: “Metallo in Italia”

Richard non era solo un musicista o un didatta. Era un combattente. Il suo motto era chiaro: “Metallo in Italia”. Una missione. Un’ossessione. Voleva che il nostro paese avesse la sua voce nel mondo del metal, che non fosse solo un’appendice degli Stati Uniti o dell’Inghilterra.

Quindi, non perdete tempo. Andate a cercare la sua musica. Ascoltate l’anima progressive de “Il buon vecchio Charlie”, oppure scatenatevi con “Madre Tortura”. Scoprite la sua discografia, non fermatevi solo alle sue apparizioni più famose. E se lo fate, vi assicuro che capirete davvero chi era Richard Benson: un pioniere, un rocker, un divulgatore, che amava il metal più di ogni altra cosa. E noi, noi gli dobbiamo un casino.



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